mercoledì 10 gennaio 2018

Recensione #155 Quando sarai più grande capirai by Virginie Grimaldi


Libro letto per la Reading Challenge 2018 Tutti a Hogwarts con le tre Ciambelle. Gruppo King's Cross. Obiettivo: Cappello parlante.






Di solito un romanzo o mi fa ridere o mi fa emozionare. Questo invece è riuscito in tutte e due le cose.
 

Autrice: Virginie Grimaldi
Titolo: Quando sarai più grande capirai
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 24 gennaio 2017

Trama
È un sabato come tanti per Julia: sushi a domicilio, una puntata del Trono di spade con la testa appoggiata sulla pancia di Marc – se fosse stata un gatto avrebbe pure fatto le fusa... Ma quel giorno riceve la telefonata che la informa della morte del padre, e Julia si trova ad affrontare la caducità della vita. La paura e lo sconforto la assalgono, e quando poco dopo scompare anche la sua amatissima nonna, Julia si sente completamente paralizzata. Purtroppo persino Marc si rivela un punto di riferimento non affidabile...
Julia decide così di dare un taglio netto a tutto: lascia Parigi e si prende una sorta di anno sabbatico trasferendosi nel residence per anziani di Biarritz, la sua città di origine, per lavorare come psicologa.
Nonostante grandi incertezze circondino la sua scelta piuttosto singolare e benché si renda conto che "è più facile fare amicizia con un unicorno che farsi piacere un ospizio", Julia non perde l'ironia che l'ha sempre caratterizzata. Dopo poco tempo, infatti, si ritrova perfettamente integrata in quella che si rivela essere una bizzarra comunità, un'oasi felice, un istituto "illuminato" che organizza per i suoi ospiti moltissime attività ricreative (tra cui un'ora quotidiana di telenovela, gite al mare, scambi generazionali attraverso l'incontro con bambini e adolescenti).

Julia si accorge che i residenti hanno tante cose da insegnarle, forse molte di più di quelle che lei può dare a loro. È difficile immaginare che si possa superare la paura della morte in una clinica per anziani, eppure, dalle persone che la circondano, Julia sta imparando la resilienza: tutte hanno sofferto, tutte si sono rialzate senza perdere il sorriso. Nonni burloni ed energici e colleghe fantasiose dal cuore spezzato le insegnano che la felicità è nel presente, nelle piccole cose che si raccolgono lungo il percorso accidentato dell'esistenza, dove anche l'amore può inaspettatamente fare capolino da dietro l'angolo...








La vita è adesso, non ieri e non domani

Premetto che gli autori francesci di solito non mi piacciono né apprezzo le storie che creano, in più la protagonista, che esce da una relazione finita male, ha perso da poco padre e nonna, potrebbe rivelarsi lagnosa e deprimente... Quindi dire di essere partita prevenuta è poco. Fortunatamente la storia raccontata mi ha preso da subito è ha suscitato, come ho già detto, svariate emozioni in me.
Ho apprezzato moltissimo Julia, la protagonista, perchè riesce a risollevarsi grazie ai sorrisi e all'affetto degli ospiti della casa di riposo.



La psicologa sono io, ma ho l’impressione
che gli ospiti mi diano molto di più
di quanto io non dia loro.



Poi è esilarante con la sua ipocondria, il matrimonio dell'ex dell'amica, la sua ora di ginnastica dolce...



Ore 10.30 La lezione è terminata.
Prima di uscire i ginnasti mi chiedono
se voglio un medico/un’ambulanza/un antidolorifico/una borsa dell’acqua calda/ una mano.
Io declino le loro offerte, fingendo nonostante la faccia contrita, che il dolore stia già passando.
Dalla porta semi aperta vedo che Gustave si gira e con un cenno degli occhi mi indica qualcosa.
Sotto la finestra, in un angolo della sala, mi ha lasciato un alleato:
il suo deambulatore.



I vecchietti che circondano Julia sono meravigliosi, così realistici nel loro sviluppo caratteriale. Li ho amati tutti, anche lo scontroso Léon, anzi lui è il mio preferito!
Lo stile dell'autrice è scorrevole, morbido e sa descrivere con leggerezza i dolori e le ferite dei protagonisti.



...Tutti credono che ci siano i bambini,
gli adulti e i vecchi, ma non è così.»
«Sì che lo è!
Io sono un bambino e tu sei un vecchio!»
«È quello che pensano tutti.
Ma la verità è che restiamo bambini per tutta la vita.
Indossiamo costumi diversi per nasconderlo
e uniformarsi agli altri:
quello dell’adolescente, quello dell’adulto,
quello del genitore e poi,
un bel giorno, quando siamo troppo vecchi per fingere,
ci togliamo il travestimento e ci mostriamo per quelli
che siamo sempre stati, dei bambini.»
«Uff, non ci credo al tuo segreto!» fa Lucas scendendo dalla gamba di Gustave.
«Vedrai, piccolo mio.
Per tutta la vita, avrai gli stessi bisogni nascosti in fondo in fondo.
Il bisogno di essere amato, rassicurato,
di non essere solo, di avere sempre da bere
e da mangiare, di distrarti, di essere accudito
e di avere al fianco una persona che ti ama
più di se stessa.
Proprio come un bambino piccolo.»



Ho amato tantissimo questo libro, l'ho trovato pieno di speranza, di tenerezza, d'amore e di gioia di vivere.
Durante la lettura e anche dopo aver chiuso il kindle è rimasta con me una sensazione assai piacevole.
Anche questo però non riesce a raggiungere le 5 stelle piene a causa della parte conclusiva della storia che non mi ha convinto: non ho capito il colpo di scena finale, secondo me inutile.




4 commenti:

  1. cara Dolci sono pienamente d'accordo con quanto hai scritto. la penso proprio come te.

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    1. Anche a te non è piaciuto il finale?

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  2. Che carino sembra questo libro, peccato per il finale che ti ha delusa

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    1. Un colpo di scena che non serviva.

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