mercoledì 17 gennaio 2018

Recensione #158 L'ospite inatteso (Detective Lottie Parker #1) by Patricia Gibney


Libro letto per la Reading Challenge 2018 Tutti a Hogwarts con le tre Ciambelle. Gruppo King's Cross. Obiettivo: Paesaggio o città in copertina.




Ho sentito parlare di questo libro in occasione dell'incontro con la Newton Compton che si è tentuto a Roma a dicembre (QUI il resoconto di Manuela per il blog).




Autrice: Patricia Gibney
Titolo: L'ospite inatteso
Serie: Detective Lottie Parker #1
Editore: Newton Compton Editore
Data di pubblicazione: 4 gennaio 2018
Pag: 500

Trama
La buca non era profonda. Un sacchetto di farina avvolgeva il piccolo corpo. Tre faccine guardavano dalla finestra, gli occhi neri di terrore. Uno dei bambini disse: «Chi sarà il prossimo?»
La detective Lottie Parker cerca un collegamento tra la morte di una donna assassinata in una cattedrale e quella di un uomo impiccato a un albero del suo giardino. Le vittime hanno infatti un passato oscuro in comune. Ma nel corso delle indagini Lottie vede man mano riaffiorare antichi dolori che ben conosce, e quello strano caso sembra iniziare a riguardarla personalmente. Solo muovendosi in fretta potrà fermare l’allungarsi della scia di sangue, ma andare fino in fondo potrebbe farle correre un pericolo terribile che la riguarda molto da vicino…






La trama mi ha incuriosita da subito, quindi ho richesto la mia copia ebook. Non sono rimasta affatto delusa anche se, secondo me, il romanzo è più un poliziesco che un thriller, ma un poliziesco davvero molto bello e avvincente.
Già dal prologo si intuisce che la storia sarà dura e agghiacciante:

La buca che scavarono non era profonda, meno di un metro. Il corpicino era racchiuso in un sacco di farina color bianco latte ed era legato stretto, con i lacci sporchi di un grembiule che una volta era stato bianco. Fecero rotolare il sacco sul terreno, anche se era leggero e avrebbero potuto alzarlo senza problemi. Non mostrarono alcun rispetto per il defunto. Uno di loro con un calcio lo spedì in mezzo alla buca e lo schiacciò ancora più giù nel terreno con la suola delle scarpe.


La trama di base non è nuova ai miei occhi, avendo spesso letto altre storie simili, ma la Gibney riesce a raccontarla con uno stile incalzante e un buon ritmo narrativo. La matassa viene dipanata, filo dopo filo, e le svolte sono numerose fino all'ultimo capitolo.
Lottie Parker, la protagonista, e la sua squadra investigativa brancolano nel buio a causa delle poche informazioni che riescono a reperire cercando di scoprire e catturare l'assassino. Ho apprezzato questo aspetto del libro perché anch'io seguivo con loro le varie indagini. L'autrice, abilmente, aggiungeva pezzi del puzzle cercando di spingermi verso una certa direzione, tuttavia qualcosa non mi convinceva, infatti, sono riuscita a intuire determinati collegamenti prima degli investigatori... Confesso, tuttavia, di non aver, invece, capito altre cose che supponevo erroneamente.
Mi è piaciuta moltissimo Lottie. Un personaggio per niente perfetto, pieno di insicurezze nel trovare il giusto modo di crescere i suoi figli dopo la perdita del suo amato marito dovuta al cancro. Sta, inoltre, cercando di impegnarsi a fondo per riuscire in una carriera molto difficile.
Buono anche il rapporto che c'è con il suo compagno lavorativo (e non?) Boyd.
In conclusione il romanzo è avvincente, con molti colpi di scena e ben scritto, la storia mi ha coinvolta fin dall'inizio, la trama e i vari intrecci sono ben gestiti, i personaggi caratterizzati perfettamente.
Un ottimo debutto per questa scrittrice irlandese e sicuramente proseguirò coi futuri libri del Detective Lottie.


martedì 16 gennaio 2018

Recensione #157 Eppure cadiamo felici by Enrico Galiano


Autore: Enrico Galiano
Titolo: Eppure cadiamo felici
Editore: Garzanti
Data di pubblicazione: 18 aprile 2017
Pagine: 384

Trama
Il suo nome esprime allegria, invece agli occhi degli altri Gioia non potrebbe essere più diversa. A diciassette anni, a scuola si sente come un’estranea per i suoi compagni. Perché lei non è come loro. Non le interessano le mode, l’appartenere a un gruppo, le feste. Ma ha una passione speciale che la rende felice: collezionare parole intraducibili di tutte le lingue del mondo, come cwtch, che in gallese indica non un semplice abbraccio, ma un abbraccio affettuoso che diventa un luogo sicuro. Gioia non ne hai mai parlato con nessuno. Nessuno potrebbe capire.
Fino a quando una notte, in fuga dall’ennesima lite dei genitori, incontra un ragazzo che dice di chiamarsi Lo. Nascosto dal cappuccio della felpa, gioca da solo a freccette in un bar chiuso. A mano a mano che i due chiacchierano, Gioia, per la prima volta, sente che qualcuno è in grado di comprendere il suo mondo. Per la prima volta non è sola. E quando i loro incontri diventano più attesi e intensi, l’amore scoppia senza preavviso. Senza che Gioia abbia il tempo di dare un nome a quella strana sensazione che prova.
Ma la felicità a volte può durare un solo attimo. Lo scompare, e Gioia non sa dove cercarlo. Perché Lo nasconde un segreto. Un segreto che solamente lei può scoprire. Solamente Gioia può capire gli indizi che lui ha lasciato. E per seguirli deve imparare che il verbo amare è una parola che racchiude mille e mille significati diversi.







Si potrebbe inserire questo libro nella categoria degli Young Adult (genere che amo molto), ma è sicuramente uno Y/A con i fiocchi. Sarà perché a narrare la storia è un professore di liceo (che tutti vorrebbeo aver avuto) per cui conosce perfettamente le dinamiche adolescenziali. È veramente abilissimo a descrivere Gioia Spada con tutte le sue imperfezioni, le sue paure e i suoi dolori. Non ho potuto fare a meno di immedesimarmi in lei perché, sotto molti aspetti, mi ricorda me a quell'età.
Oltre alla storia d'amore tra Gioia e Lo, quello che mi ha colpito di più è la vivida interpretazione che fa Galiano di argomenti assai attuali come il bullismo, i problemi familiari, la solitudine tipica dell'adolescenza.



«Se loro cercano sempre di buttarla giù per starsene a galla, lei faccia in modo di salire così in alto che non possano raggiungerla. Durante il tragitto raddoppieranno gli sforzi, saranno sempre più pesanti, ma quando sarà lassù vedrà che piano piano saranno costretti a lasciarla stare.»



Altra cosa che ho apprezzato è il modo in cui l'autore ha iniziato a farmi dubitare su cosa fosse reale e cosa no. A parte Tonia, che già viene detto essere l'amica immaginaria della protagonista, lo stesso Lo mi ha dato da pensare.
Ho adorato il professor Bova. Quanto avrei voluto avere per me e per mio figlio un insegnante così, che riesce a capire i suoi allievi, anche i più elusivi tipo Gioia.



«Le domande sono tutte filosofiche, signorina. Persino la scelta della pizza è una scelta filosofica!»



Interessantissima anche la parte sulle parole intraducibili di cui non conoscevo l'esistenza.

Sono parole che hanno interi mondi dentro, piccole schegge di suono di due o tre sillabe che avrebbero bisogno di pagine e pagine per essere spiegate, ma che vanno lasciate lì, sono intraducibili non nel senso che sia impossibile tradurle bensì nel senso che non lo si deve fare, perché sono bellissime così come sono, intraducibili e misteriose, col loro suono tutto strano eppure musicale, sbilenco e perfetto in una volta.

La storia è appasionante e mi è dispiacito doverla diluire nel tempo a cause delle feste che mi hanno tenuta lontana dal Kindle. E a proposito di ebook: appena finito di leggere il romanzo in questa versione ho voluto avere la mia copia cartacea del libro da poter tenere in libreria e risfogliare quando ne ho voglia.



lunedì 15 gennaio 2018

Presentazione di Un anno in giallo di Autori Vari (editore Sellerio)




Sempre sabato 9 dicembre 2017 all’interno della Nuvola a Roma per la fiera Più libri più liberi ho partecipato alla presentazione del libro Un anno in giallo



Mi sembra l’inizio del verbale della programmazione che devo stilare ogni martedì…ahahah… però se avete perso la puntata precedente devo pur dirvi dove ero, no?
Perché ho scelto questo evento? Verità? Perché c’era Malvaldi e perché a me i libri gialli piacciono molto. Qui si voleva fare il punto della situazione con questa antologia di racconti. Moderava l’incontro Piero Melati ed erano presenti gli autori Marco Malvaldi, Antonio Manzini, Gaetano Savatteri e Fabio Stassi. Comincio con il dire che non conosco nessuno di essi, mai letto niente di loro… dovrò rimediare!!!



Da subito la presentazione mi è sembrata diversa dalle solite, c’era tra i vari autori una sorta di goliardia, si divertivano a parlare del loro lavoro. Ci sono state battutine, allusioni, gags.
Melati apre la presentazione presentando l’antologia dei racconti Sellerio come il punto della situazione del giallo in Italia oggi, il giallo scritto da autori italiani. Presenta il lavoro come la raccolta di racconti voluta da Sellerio (l’editore era presente in prima fila alla presentazione) con delle richieste precise, doveva essere un racconto breve e con protagonista il detective di punta di ognuno degli autori, inoltre le storie in qualche modo dovevano essere collegate tra loro. Insomma un lavoro su commissione. Cosa è successo quando vi è arrivata la telefonata con questa “commissione”, quando vi è stato chiesto di scrivere questa cosa?
Savatteri: A me la commissione piace. A me non dispiace avere un tema. Mi toglie quella libertà che mi spaventa troppo.
Malvaldi: Questi racconti per me sono una benedizione perché sono facili. Hai dei paletti fissi. Hai una linea guida chiara. Devi ammazzare qualcuno all’inizio, nel mezzo c’è la fase dell’investigazione e la risoluzione in fondo. Lo scrivere su commissione è un esercizio molto bello. Le grandi idee non è detto che vengano da una ispirazione, può venire anche da una “commissione”, basta pensare a come è nato il computer! Ben venga la necessità…la commissione…
Savatteri: Infatti la Cappella Sistina è stata commissionata.
Manzini: Io ho ricattato Sellerio, io ho scritto quello che mi pare. Sono dodici racconti bellissimi, soprattutto Dicembre …
Stassi: Io quando ricevo telefonate da Sellerio sono terrorizzato.
Cerco di riportare la cosa ad una sorta di serietà. Perché, visto che il giallo è molto popolare non finisce quasi mai nelle classifiche dei migliori libri? Perché è considerato il genere di serie B?
Stassi: Io sono il giallo per caso. Per me non è facile scrivere un giallo. Non so perché il genere non vinca premi, però qualche premio lo vince.
Manzini: Nel giallo rientrano tantissimi racconti, rientrano thriller, noir…è comunque letteratura di intrattenimento. C’è intrattenimento basso e alto. Io mi auguro che noi siamo in grado di fare intrattenimento alto. Il nostro premio è un applauso, un lettore che ci legge.
Malvaldi: Io un premio l’ho vinto, ad una competizione indetta da mio cugino… C’è da dire che c’è una condizione per diventare cultura o intrattenimento, di solito per essere cultura bisogna essere morti. Omero quando cantava l’Odissea era intrattenimento, noi ne abbiamo di strada per diventare cultura. Però se ancora oggi compriamo i libri della Christie e li leggiamo anche dopo 100 anni, allora si parla di cultura.
Savatteri: La questione del giallo è molto italiana. Nel mondo anglosassone i giallisti non sono considerati di serie B. Sellerio ha avuto il grande pregio di mettere il giallo al fianco di “alta cultura”.
La cosa strana è che i libri da edicola poi restano e fanno giri enormi. Ad esempio dai libri ci fanno le fiction. Qual è lo stato delle fiction?
Qui Malvaldi e Manzini fanno un po’ i vaghi, perché in realtà la domanda era prettamente rivolta a loro che hanno lavorato per delle fiction.
Malvaldi: Si può avere successo con una fiction. Il rapporto dell’autore con la fiction è sempre complicato, tanti libri sono diventati famosi dopo la fiction.
Savatteri: Una fiction richiede serialità. Manzini e Malvaldi hanno già una serialità e quindi è facile che loro finiscano in una fiction.
Ma vediamo troppe fiction?
Stassi: La fiction è stata inventata in Sicilia: i pupi siciliani! E qui Stassi si è lanciato nel racconto di cosa è un racconto di Pupi siciliani.
Manzini: Da libro a fiction ci sono tanti concetti. Ci sono tante cose che intervengono in una riduzione da libro a fiction. Il cinema è una cosa di famiglia, mentre un libro è un lavoro di solitudine. Nella fiction l’autore è visto come una minaccia.
Savatteri: Dentro questo libro però c’è un po’ di famiglia perché i personaggi si intrecciano con parentele varie.
Con quest’ultimo intervento la presentazione si è conclusa anche perché erano andati anche fuori tempo… Insomma si erano lasciati un pochino prendere la mano e tra battute e prese in giro il tempo è volato. Mi è piaciuto anche che abbiamo nominato in varie riprese il collega Camilleri. Soprattutto quando hanno parlato della fiction, con un rapido accenno a Montalbano. Incontro piacevolissimo. Sono stata felice di aver scelto di seguire questo incontro.





domenica 14 gennaio 2018

Segnalazione nuova uscita Un amore semplicemente imperfetto di Katherine Jane Boodman



Titolo: Un amore semplicemente imperfetto
Autore: Katherine Jane Boodman
Data Pubblicazione 10 Gennaio 2018
Genere Romanzo Rosa
Pagine 375
Prezzo 2,99€
Link Amazon QUI

Trama
Londra.
E se il destino vi facesse incontrare la vostra anima gemella e poi ve la portasse via per sempre, come reagireste?
Dopo la morte del suo ragazzo, Andrea si è lasciata andare al dolore, ha trasformato la sua vita in un’apatica sopravvivenza, ma un giorno, per sfuggire ai suoi errori e ai suoi demoni, si trasferisce a Londra dove William Harrington, uomo affascinante, egocentrico ma anche determinato e astuto, decide di assumerla come segretaria.
I due si ignorano tranquillamente fino a quando scoprono di non essere poi tanto diversi.
Anche la vita di William è stata tramutata tristemente dall’amore ma al contrario di Andrea, lui ha reagito vietando al suo cuore di amare, soddisfacendo ogni suo più piccolo capriccio senza tuttavia legarsi a nessuno.
E’ così che ha inizio tra i due un gioco fatto di lezioni e sfide, un gioco che insegnerà ad Andrea a bastarsi, ad amarsi prima di amare e a William a capire che innamorarsi non è poi la cosa peggiore che possa capitargli.
Due storie diverse ma con un comune denominatore.
Due anime solitarie che scoprono di non essere sole contro l’amore.
Due cuori alla ricerca di un nuovo motivo per cui battere.

Sei pronta per giocare, Ann?”

Per la prima volta nella vita, non riuscivo a fermare il mio cuore e imporgli di ubbidirmi e ascoltarmi.”





sabato 13 gennaio 2018

Cosa vuoi che ti dica... #7



Dopo una lunga pausa ecco ritornare la rubrica quindicinale che, come sempre, sarà ospitata sui blog:
Le votazioni questa volta sono durate più a lungo perchè ci siamo prese una pausa durante le festività. Il vincitore questa volte è: Libro rivelazione del 2017. Come sempre anche Manuela partecipa alla rubrica così troverete le nostre due versioni.
Il nuovo sondaggio è sempre presente sulle nostre pagine facebook (fissato in alto per vostra comodità) o sui nostri blog. A voi la scelta:


Le votazioni si chiuderanno alle 23.59 del 23 gennaio 2018 e il 27 del mese troverete, sui nostri blog, il post con il relativo vincitore e le nostre opinioni.

Libro rivelazione del 2017 by Dolci

Confesso di aver iniziato questo tomone, di quasi 600 pagine, con molta paura. Chi me l'ha fatto fare? Vi chiederete. Ma naturalmente per incastrare più obiettivi per le solite challenge a cui ero iscritta nel 2017. Uno dei punti della Ruota delle Letture richiedeva appunto la lettura di un libro di Kate Morton. Anche qui sapevo che ne esistevano di più piccoli ma questo si adattava anche ad altre 2 challenge: Il giro del mondo in 80 libri e Sfida di lettura con Manuela

Autrice: Kate Morton
Titolo: Il giardino dei segreti
Editore: Sperling & Kupfer
Data di pubblicazione: 7 ottobre 2010
Pagine: 593

Trama

È il 1913 e sulla costa dell'Inghilterra una nave è pronta a salpare per l'Australia. A bordo una bambina di quattro anni, Nell, stringe il prezioso libro di favole che le ha regalato la misteriosa Autrice, Eliza Makepeace, che dovrebbe prendersi cura di lei e l'abbandona, invece, sul ponte. Dopo una traversata che sembra infinita, la piccola Nell si ritrova sperduta nel porto di Maryborough. Sarà Hugh, il capitano del porto, a proteggere ed accogliere come figlia quella bimba smarrita, una creatura che sembra piovuta dal cielo a consolare lui e la moglie della loro sterilità. Solo la sera del ventunesimo compleanno Nell apprende dal padre il segreto delle sue origini. Ossessionata dai ricordi confusi di un'epoca lontana, Nell decide di partire alla ricerca della sua vera identità. La ricerca la porta in Cornovaglia, dove sorge la tenuta di Blackhurst, un tempo proprietà della nobile famiglia Mountrachet. La donna comincia a ricostruire la propria storia, ma all¿improvviso è costretta a rinunciare. Nel 2005, alla morte di Nell, sua nipote Cassandra riceve un'eredità inaspettata: un cottage inglese, nel cui giardino dimenticato è sepolta la memoria di un passato oscuro: quello della sua custode, Eliza Makepeace, autrice di fiabe inquietanti, e dei Mountrachet. Quel luogo conserva un fascino misterioso e Cassandra decide di riportarlo allo splendore di un tempo. Ma quando inizia a scavare tra le erbacce non immagina che, alla fine, sarà proprio il giardino a restituirle la verità sulle proprie radici, e a sciogliere l'antico enigma della bambina perduta.

Recensione qui
Per cui via l'ho iniziato sperando di non addormentarmi alla prima pagina, invece il romanzo mi è piaciuto più di quanto mi aspettassi e sono stata trascinata dentro le sue pagine da subito. Spesso infatti perdevo la cognizione del tempo, tanto ero concentrata nella lettura. Ho letto le seicento pagine in tre giorni! Senza, per altro, trovarle mai lente o noiose.



Libro rivelazione 2017 by Manuela
Qui vi dico quello che per me è stato una rivelazione, poi magari per le classifiche non è così. A me è piaciuto e non me lo aspettavo che mi piacesse tanto il libro di Alessandra Redaelli “Arte, amori e altri guai”.


          Libro rivelazione del 2017 by Manuela


Titolo: Arte, amore e altri guai
Autore: Alessandra Redaelli
Casa editrice: Newton Compton
Pag.: 297
Trama
Martina ha 42 anni, un marito bello e affascinante e due figli gemelli e adolescenti, Ananda e Nirvana. Hippy in gioventù, più tranquilla da mamma, si barcamena fra paste al pesto dell’ultimo secondo, articoli per un magazine, interviste a pittoreschi personaggi del mondo dell’arte, una rubrica per cuori spezzati, vernissage e la routine familiare. Fino a quando Martina inizia a sospettare che il marito abbia una doppia vita…
Fra equivoci, ospiti inattesi e insperati colpi di fortuna, Martina sconvolgerà completamente la sua vita. Accanto a lei, le preziose amiche e una giostra di personaggi originali che daranno colore anche alle giornate più difficili.

Recensione qui
Perché lo considero una rivelazione? Semplice perché l’ho letto incuriosita dalla trama e dal fatto che la protagonista fosse una donna vicina alla mia età, mi aspettavo il classico romanzo rosa, invece mi sono trovata a leggere una storia emozionante di una donna in crisi, una donna vera che ama la sua famiglia in modo totale. Un libro che oltre ad essere divertente, piacevole e ben scritto sa anche emozionarti.



Mi raccomando non perdete i post nei blog delle mie amiche se volete sapere cosa hanno scelto loro.

Link alle pagine Facebook delle altre blogger




venerdì 12 gennaio 2018

5 cose che… #44 5 libri che vorrei leggere nel 2018



Questo periodo è sempre il momento migliore per fare buoni propositi librosi per l'anno appena iniziato. Approfittando così della rubrica ideata da Twins book lovers vi voglio far conoscere i 5 (solo 5???) libri che vorrei leggere nel 2018.




5 libri che vorrei leggere nel 2018

L'uomo giusto al numero sbagliato primo della serie The Bourbon Street Boys di Elle Casey: mi trascino questo libro dall'estate scorsa e non riesco mai a trovare il tempo di affrontarlo.







The Chemist: La specialista di Stephenie Meyer: ho apprezzato moltissimo la serie di Twilight, soprattutto i primi volumi per cui sono davvero curiosa di leggere qualcosa di altro genere uscito dalla penna di questa autrice.





La battaglia delle tre corone anche qui primo capitolo di una nuova saga che vorrei iniziare, la Three Dark Crowns di Kendare Blake, di cui ho sentito parlare davvero in maniera entusiastica. Non è proprio il mio genere favorito ma mi piace cambiare tipo di letture.





Caraval di Stephanie Garber altro romanzo di cui in giro si parla molto bene e che mi sono fatta regalare dal marito per Natale. Devo leggerlo assolutamente altrimenti rischio di non farmi regalare più libri da lui!





Il Codice terzo capitolo della serie Y/A Virals di Kathy Reichs: mi sono molto piaciuti i primi due così voglio proseguire con la serie che in America è composta da 5 volumi più alcune novelle, ma che da noi, come sempre, ne sono usciti solo tre...










5 libri che vorrei leggere nel 2018

Ok, questa volta il mio 5 cose che è facile… va beh, non proprio facile ma insomma riesco a farlo tranquillamente, perché ho le idee ben chiare. Di solito mi faccio una bella TBR (to be read, ovvero libri che vorrei leggere) mensile, ma purtroppo esce sempre fuori qualche libro che non avevo considerato e quindi la mia lista si allunga e devo tralasciarne qualcuno. Ci sono quindi tanti romanzi che ho lasciato in secondo piano perché catturata da altri titoli. Per questo 2018 ho già una lista infinita di storie da leggere. Le prime cinque che mi vengono in mente sono…



L’ultimo disastro di Jamie McGuire
Semplicemente perché chiude una serie che ho molto amato.







Wedding GIRL di Raffaella V. Poggi
Anche questo perché è il seguito di un libro che mi è piaciuto, non era proprio nelle mie corde, ma alla fine ho visto una storia positiva ed interessante e quindi vorrei vedere come si sviluppa questo secondo episodio.





Poi vorrei leggere Cress e Winter di Marissa Meyer. Vorrei anche in questo caso terminare la serie, ma anche vedere questa nuova veste delle favole che io amo molto. Certo con Scarlet sono rimasta scottata, perché mi ha un po’ deluso, ma sono curiosa di vedere come di evolve la storia di Cinder.




L’ultimo libro che vorrei leggere in realtà è un desiderio che spero si possa realizzare in questo 2018. Vorrei leggere la conclusione di una serie di Jessica Sorensen.
Il romanzo sarebbe Seth & Greyson, è il numero 7 sella serie The Coincidence. Peccato che la Newton Compton editori si sia fermata al numero 5, ovvero “Con te sarà magia”. Ebbene, io ora sono in crisi, primo perché sono rimasta a metà della storia e vorrei sapere come si conclude, sia perché questo episodio in particolare è un mm. Sono sempre rimasta un po’ bloccata davanti a libri di questo genere, ma tutti mi dicono di provare a leggerne almeno uno. Pensavo che la storia di Seth potesse essere il mio primo approccio al genere…


Ora che ci faccio caso… sono tutte serie, sono diventata una lettrice seriale… A pensarci bene questo è normale, perché quando, come succede a me, ti affezioni ai personaggi non vedi l’ora di sapere come continua la loro storia. Quindi sì, sono tutti seguiti che non ho letto a suo tempo e ora la curiosità mi attanaglia.


giovedì 11 gennaio 2018

Recensione #156 Ogni cosa a cui teniamo by Kerry Lonsdale



Autrice: Kerry Lonsdale
Titolo: Ogni cosa a cui teniamo
Serie: Everything we keep #1
Editore: Leggereditore
Data di pubblicazione: 4 maggio 2017

Trama
L’aiuto cuoco Aimee Tierney ha trovato la ricetta per la vita perfetta: sposare il ragazzo che ama fin da quando è una bambina, creare una famiglia e poi chissà, un giorno rilevare il ristorante dei genitori. Il futuro che aveva sognato le passa però davanti in un lampo, come strappato dal vento, quando il suo fidanzato James perde la vita in un incidente in barca. Dal giorno in cui la chiesa che avrebbe dovuto ospitare il loro matrimonio è diventata il triste scenario per il funerale di James, Aimee non ha pace. Sa che per rimettere assieme i pezzi della sua vita deve scendere a patti con il dramma che l’ha colpita e far piena luce sulle circostanze della morte di James. Cos’è realmente accaduto quel giorno maledetto, su quella barca? Aimee scoprirà così un abisso di segreti che metteranno in discussione quanto credeva di aver costruito nella sua vita, perché sotto la superficie della sua esistenza forse si nasconde una verità inattesa, che potrebbe liberarla dalle catene del passato o imprigionarla per sempre.







Una storia tortuosa e intrigante con un tocco di mistero che mi ha agganciata da subito grazie ai numerosi colpi di scena. Purtroppo i miei vari impegni quotidiani mi hanno impedito di leggerlo alla velocità con cui avrei voluto farlo.
Ho adorato i personaggi, anche se ho avuto un'iniziale difficoltà a entrare in empatia con Aimee. Li ho trovati complessi e molto ben sviluppati tanto da risultare davvero realistici. Anche la descrizione della malattia mentale (disturbo dissociativo dell'identità) è stata raccontata in modo chiaro ed esplicativo.
Lo stile dell'autrice mi è piaicuto. Poche descrizioni, ma che non mi hanno impedito di immedesimarmi nei soggetti o visualizzare nella mia testa le varie ambientazioni in cui si svolge la storia. Altro punto a suo favore è l'abilità con cui è riuscita brillantemente a descrivere il dolore della perdita, di come sia difficile lasciare andare i grandi amori, e sul perché alcuni segreti sia meglio lasciarli nascosti. Mi sono posta più volte il quesito su cosa farei io nella stessa situazione di Aimee.

Il finale non è stata una vera sorpresa, visto che mi aspettavo un risvolto del genere. Fortunatamente ho già il secondo volume nel kindle e sarà tra i libri da leggere al più presto. 


mercoledì 10 gennaio 2018

Recensione #155 Quando sarai più grande capirai by Virginie Grimaldi


Libro letto per la Reading Challenge 2018 Tutti a Hogwarts con le tre Ciambelle. Gruppo King's Cross. Obiettivo: Cappello parlante.






Di solito un romanzo o mi fa ridere o mi fa emozionare. Questo invece è riuscito in tutte e due le cose.
 

Autrice: Virginie Grimaldi
Titolo: Quando sarai più grande capirai
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 24 gennaio 2017

Trama
È un sabato come tanti per Julia: sushi a domicilio, una puntata del Trono di spade con la testa appoggiata sulla pancia di Marc – se fosse stata un gatto avrebbe pure fatto le fusa... Ma quel giorno riceve la telefonata che la informa della morte del padre, e Julia si trova ad affrontare la caducità della vita. La paura e lo sconforto la assalgono, e quando poco dopo scompare anche la sua amatissima nonna, Julia si sente completamente paralizzata. Purtroppo persino Marc si rivela un punto di riferimento non affidabile...
Julia decide così di dare un taglio netto a tutto: lascia Parigi e si prende una sorta di anno sabbatico trasferendosi nel residence per anziani di Biarritz, la sua città di origine, per lavorare come psicologa.
Nonostante grandi incertezze circondino la sua scelta piuttosto singolare e benché si renda conto che "è più facile fare amicizia con un unicorno che farsi piacere un ospizio", Julia non perde l'ironia che l'ha sempre caratterizzata. Dopo poco tempo, infatti, si ritrova perfettamente integrata in quella che si rivela essere una bizzarra comunità, un'oasi felice, un istituto "illuminato" che organizza per i suoi ospiti moltissime attività ricreative (tra cui un'ora quotidiana di telenovela, gite al mare, scambi generazionali attraverso l'incontro con bambini e adolescenti).

Julia si accorge che i residenti hanno tante cose da insegnarle, forse molte di più di quelle che lei può dare a loro. È difficile immaginare che si possa superare la paura della morte in una clinica per anziani, eppure, dalle persone che la circondano, Julia sta imparando la resilienza: tutte hanno sofferto, tutte si sono rialzate senza perdere il sorriso. Nonni burloni ed energici e colleghe fantasiose dal cuore spezzato le insegnano che la felicità è nel presente, nelle piccole cose che si raccolgono lungo il percorso accidentato dell'esistenza, dove anche l'amore può inaspettatamente fare capolino da dietro l'angolo...








La vita è adesso, non ieri e non domani

Premetto che gli autori francesci di solito non mi piacciono né apprezzo le storie che creano, in più la protagonista, che esce da una relazione finita male, ha perso da poco padre e nonna, potrebbe rivelarsi lagnosa e deprimente... Quindi dire di essere partita prevenuta è poco. Fortunatamente la storia raccontata mi ha preso da subito è ha suscitato, come ho già detto, svariate emozioni in me.
Ho apprezzato moltissimo Julia, la protagonista, perchè riesce a risollevarsi grazie ai sorrisi e all'affetto degli ospiti della casa di riposo.



La psicologa sono io, ma ho l’impressione
che gli ospiti mi diano molto di più
di quanto io non dia loro.



Poi è esilarante con la sua ipocondria, il matrimonio dell'ex dell'amica, la sua ora di ginnastica dolce...



Ore 10.30 La lezione è terminata.
Prima di uscire i ginnasti mi chiedono
se voglio un medico/un’ambulanza/un antidolorifico/una borsa dell’acqua calda/ una mano.
Io declino le loro offerte, fingendo nonostante la faccia contrita, che il dolore stia già passando.
Dalla porta semi aperta vedo che Gustave si gira e con un cenno degli occhi mi indica qualcosa.
Sotto la finestra, in un angolo della sala, mi ha lasciato un alleato:
il suo deambulatore.



I vecchietti che circondano Julia sono meravigliosi, così realistici nel loro sviluppo caratteriale. Li ho amati tutti, anche lo scontroso Léon, anzi lui è il mio preferito!
Lo stile dell'autrice è scorrevole, morbido e sa descrivere con leggerezza i dolori e le ferite dei protagonisti.



...Tutti credono che ci siano i bambini,
gli adulti e i vecchi, ma non è così.»
«Sì che lo è!
Io sono un bambino e tu sei un vecchio!»
«È quello che pensano tutti.
Ma la verità è che restiamo bambini per tutta la vita.
Indossiamo costumi diversi per nasconderlo
e uniformarsi agli altri:
quello dell’adolescente, quello dell’adulto,
quello del genitore e poi,
un bel giorno, quando siamo troppo vecchi per fingere,
ci togliamo il travestimento e ci mostriamo per quelli
che siamo sempre stati, dei bambini.»
«Uff, non ci credo al tuo segreto!» fa Lucas scendendo dalla gamba di Gustave.
«Vedrai, piccolo mio.
Per tutta la vita, avrai gli stessi bisogni nascosti in fondo in fondo.
Il bisogno di essere amato, rassicurato,
di non essere solo, di avere sempre da bere
e da mangiare, di distrarti, di essere accudito
e di avere al fianco una persona che ti ama
più di se stessa.
Proprio come un bambino piccolo.»



Ho amato tantissimo questo libro, l'ho trovato pieno di speranza, di tenerezza, d'amore e di gioia di vivere.
Durante la lettura e anche dopo aver chiuso il kindle è rimasta con me una sensazione assai piacevole.
Anche questo però non riesce a raggiungere le 5 stelle piene a causa della parte conclusiva della storia che non mi ha convinto: non ho capito il colpo di scena finale, secondo me inutile.