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domenica 21 maggio 2017

Chi ben comincia #15





REGOLE:
- Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
- Aspettate i commenti


Buona domenica, arriverà il mio amato caldo? Ieri qui pioveva manco fosse autunno... Oggi voglio incuriosirvi con un libro che HO VINTO. Il nuovo romanzo di Alice Basso con protagonista Vani Sarca (ma solo io ci vedo la Libridinosa in lei?)

La rubrica nasce da un'idea del blog Il profumo dei libri.




Non ditelo allo scrittore di Alice Basso

PROLOGO


SETTEMBRE 1997

«Qualcuno di voi sa dirmi a che temperatura brucia la carta?» chiede il professor Reale.
La classe reagisce con un brusio variegato. Nessuno risponde, ovvio, perché la prima regola in una classe di tardoadolescenti che stanno mettendo alla prova il professore nuovo è fare muro. Occorre consultarsi internamente prima di stabilire se dargli o no la soddisfazione di rispondere. Funziona così da quando Noé mise a sedere Cam, Sem e Jafet accanto alla gabbia delle giraffe e cercò di iniziarli alla geometria, e funziona così anche se i Cam, Sem e Jafet di turno sono i ventiquattro diciassettenni della seconda b, che di solito si stanno sulle palle a vicenda e passano gli intervalli a bisticciare a gruppi. Ma fare muro davanti al nuovo prof è più importante, è un’union sacrée. Perché non vorremo mica che poi si senta autorizzato a interrogare in questa maniera barbara per tutto il resto dell’anno, senza fissare giorni né niente, sparando domande a caso nel mucchio.
«Coraggio. Lo sapete, ma non sapete di saperlo», dice il professor Reale, che, per la cronaca, è un tizio minuto, non altissimo, con la faccia gentile e un cardigan che di certo non è mai stato avvistato sulle passerelle della settimana della moda.
Il brusio della classe in realtà è già una risposta. Significa:
1) “No, non è vero, non lo sappiamo e basta; voi adulti siete così odiosi, pensate sempre di conoscere quello che abbiamo dentro”;
2) “Che razza di domanda è? Sei un insegnante d’inglese, quindi insegna inglese, no?”;
3) “Perché mai dovremmo saperlo? Ah, per fisica, ci scommetto. Ce l’avranno detto a fisica e noi sicuro che ce lo siamo perso. Perfetto, così ora il nuovo prof d’inglese farà la spia e saremo nella merda pure con la prof di fisica”.
Il professore nuovo sembrerà anche un tipino innocuo, ma quella di fisica è un sanguinario ufficiale della Wehrmacht, quindi qualcuno comincia a ventilare la possibilità di ammutinarsi e dare la risposta. Se non fosse che proprio non la sa.
«Secondo me tu sì che lo sai», dice il professore fermandosi accanto a un banco.
Al banco è seduto un pipistrello.
Un pipistrello enorme oppure un vampiro in miniatura. Una cosa a forma di adolescente ma tutta nera e lucida e chiusa su sé stessa come un origami di vinile. La cosa si sente osservata, tira su la testa e si dispiega pian piano, rivelandosi per una ragazzetta dai capelli corvini, rossetto viola, occhi incatramati e un gigantesco impermeabile nero, con un libro aperto davanti.
Nemmeno sulle ginocchia. Proprio sul banco. Così, senza ritegno.
«Stavo leggendo», dice la ragazzetta. Interessante. È seccata per essere stata interrotta.
«Ho notato», dice Reale.
«Stavo leggendo la Radcliffe», specifica la ragazzetta. «È nel programma.»
«Ma io non stavo spiegando la Radcliffe.»
«In effetti, lei non stava spiegando ancora nulla.»
«Come fai a dirlo se non eri attenta?»
«Perché invece lo ero.»
«Ma se stavi leggendo.»
«Ma ero anche attenta.»
La ragazzetta è serissima.
A Reale scappa un mezzo sorriso.
«Com’è il libro?»
«Carino. Datato, ovviamente, ma ha i suoi numeri. Mi piace il modo in cui tutti gli eventi straordinari vengono spiegati razionalmente.»
«Anche a me», dice Reale. «Ho sempre trovato buffo che l’inventrice del romanzo gotico fosse in realtà una lucida smascheratrice di fenomeni soprannaturali. È come se si prendesse un po’ gioco di tutti noi.»
La ragazzetta annuisce.
Il professore annuisce.
«La carta brucia a 451 gradi Fahrenheit», dice la ragazzetta.
«Perché non hai risposto subito, se lo sapevi?»
«Perché stavo leggendo.»
Reale non riesce a non farsi scappare di nuovo un sorrisetto.
La ragazzetta è sempre serissima, ma sembra favorevolmente colpita, quasi suo malgrado.
La ragazzetta si chiama Silvana Sarca.






5 commenti:

  1. Aneddoto: inizio a leggere questo libro, arrivo alla fine di questo capitolo, prendo il telefono e scrivo ad Alice: "Quale dei miei professori del liceo hai corrotto per scrivere questo capitolo?".
    Quindi, tesoro, non hai le traveggole, io sono una Vani Sarca nata ed è stupefacente come Alice sia riuscita a creare un personaggio così prima ancora di conoscermi!

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    1. Come ti ho detto, la prima volta che ho conosciuto Vani ho detto subito che era la mia Divina!

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    2. poveri prof della divina! penso che siano rimasti traumatizzati! :)

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